Anche se i dischi degli Screaming Trees, il gruppo del quale Lanegan era cantante e leader, sviluppavano il loro repertorio specialmente su atmosfere "Grunge" (genere che nasceva proprio alla fine degli '80 per poi proseguire per metà del decennio successivo, del quale i "portabandiera" incontrastati furono i Nirvana), i suoi dischi solisti si distaccano moltissimo
Direttamente dagli Stati Uniti arrivano i Linkin Park, combo dalle sonorità nu-metal tanto in voga in questo momento.Prodotto da Don Gilmore,(già con Eve6 , Lit e Pearl Jam), l'album sfoggia una qualità di registrazione davvero interessante, una pienezza di suono davvero raramente riscontrata fin'ora in altri gruppi di questo genere.Papercut, la canzone di apertura,
Nato dalla collaborazione di quattro musicisti d'eccezione, questo lavoro si presenta tecnicamente perfetto, un progetto che scaturisce dalla mente geniale di Mike Portnoy (eccellente batterista dei Dream Theater) con lo scopo di creare una sorta di super gruppo; ne nascerà un CD interamente strumentale, alternante momenti di altissima precisione tecnica, a moment
Primo lavoro da solista di Luke a cui hanno partecipato numerosi musicisti tra i quali: Eddie Van Halen (che suona il basso nella prima canzone Twist The Knife), Carlos Vega, Steve Stevens, Jan Hammer, Lenny Castro, Mike Landau, Jeff Porcaro, Will Lee, David Paich, ecc... Si tratta di un disco fondamentalmente rock, vera natura di Luke.
Dopo un primo tentativo nel 1990 con Lovey, nel 1992 i Lemonheads esplodono sulla scena musicale americana con It's A Shame About Ray. Cresciuti sotto l'ala creativa della piccola Taag!, etichetta dei grandi Mission Of Burma, decidono di spiccare il volo firmando per l'Atlantic, seguendo le orme di altre indie band di successo come R.E.M. e Hüsker Dü.
Lanciando le solite invettive contro ignoti, fra lo stupore degli avventori del negozio di dischi, si sente nell'aria un album strumentale in cui, diversamente dal solito, l'artista predilige la creazione delle atmosfere e di sani groove evocativi a mere esibizioni di pura tecnica...
Let's Talk About Feelings rappresenta la logica successione al precedente Double Plaidinum; anche se forse la qualità è leggermente inferiore rispetto al suo predecessore. La solita "vagonata" di hardcore melodico, ma che non stufa mai, per questo gruppo storico della "Fat Wreck", che in questo lavoro sembra essersi intristito.