Il “metallaro” tipo è quello con il giacchetto di pelle, le catene appese ai jeans strappati e i capelli lunghi, sopratutto i capelli lunghi; di questi esemplari in giro ce ne sono abbastanza, con i capelli più o meno lunghi e giacchetti più o meno di pelle, e i più attenti potranno cogliere nei loro atteggiamenti, o nei loro vestiti, la propensione per Bl
"Tesoro… mi si sono cresciuti i ragazzi!" Non c’è niente da fare, concessioni di citazionismo pop a parte, il primo seminale album dei Bud Spencer Blues Explosion era grezzo, popolarmente geniale e dritto nello stomaco, ma cosa succederebbe se a tutto ciò si sommasse la maturità guadagnata su un numero di palcoscenici non facilmente quantificabile?
James Blake fa invidia un po' a tutti. Bisogna essere sinceri: io ho diciannove anni e voi che leggete sarete dei giovanotti come me (spiritualmente o realmente non importa) ed è inevitabile un po' di invidia per questo ventiduenne londinese e il suo curriculum vitae.
Quando Justin Vernon decise di prendersi tre mesi di solitudine in una casupola di legno nei boschi del Wisconsin non aveva sicuramente pianificato di utilizzare quel tempo per creare uno dei migliori album del 2008.
Caldo afoso di un sole prepotente che non ha amici, a parte una piccola lucertola stampata su di un macigno rovente, ignara di una giornata dura d’estate, ma consapevole della bellezza che la circonda.
Il lavoro di David Bowie veniva annunciato come un ritorno alle origini della sua musica, una specie di tuffo nel passato a ripescare le sue origini sonore. In un certo senso è stato così. Il sound del disco ricorda molto altri stili rispetto a quelli attuali pur tenendo quella nota di novità che distingue una copia di roba vecchia da un lavoro ispirato al passato.
Un gruppo ha autoprodotto il proprio CD e ce ne ha mandata una copia per essere recensita; prontamente ci mettiamo all'opera per addentrarci anche nel mondo della "musica giovane" quella che ancora non è nel mondo del grande business, ma che lotta per crearsi il suo spazio. Ecco Betatest, il terzo lavoro dei Body Language, che per noi però è il primo ascolto.
We Need Solutions è il primo pezzo che apre il nuovo disco dei Bush, una band il cui genere è sempre stato piuttosto difficile da collocare: a metà tra grunge e rock forse, ma passando anche per venature punk.Fin da subito si nota come il suono sia diventato notevolmente più caldo e avvolgente, senza perdere un briciolo di cattiveria, anzi...